Tolfa, il paese che non segue il tempo

Tolfa è un paese della provincia di Roma che ti accoglie come una vecchia nonnina e poi, quando ti rilassi, tira fuori un’anima moderna proiettata nel futuro.
Dall’aspetto antico regolato da viette e angoli in cui il tempo sembra non averci mai messo piede, Tolfa vanta una comunità così fortemente innamorata del territorio da esaltarlo organizzando ogni anno importati eventi culturali e artistici.

Tolfa non è quel che sembra

Se entrando a Tolfa pensi di trovarti nel classico paesino di provincia che vive tranquillo senza slanci di vita tipici della città, rischi di essere smentito.

Il TolfaJazz e Tolfarte sono solo due dei festival più famosi che si svolgono ogni anno per le vie di Tolfa, quando il piccolo paesino laziale si toglie la sottoveste di borgo antico per indossare i costumi di scena, colorati e ricchi di eventi.
Il festival internazionale del Cinema, il Tolfa Short Film Festival, il Tolfama (raduno internazionale di improvvisazione teatrale), le finali delle Olimpiadi della Cultura e del Talento che ogni anno si svolgono a Tolfa… potrei continuare ad elencare tutto quello che Tolfa offre a chi la vive e la visita.

Anche dal punto di vista commerciale, Tolfa ha da dire qualcosa. Tra negozietti che mantengono i gusti di una volta, troviamo un prodotto veramente internazionale: la Catana tolfetana (o La Tolfetana), una borsa realizzata in cuoio anticamente utilizzata dai butteri e dai mulattieri per portare cibo o attrezzi da lavoro. Adottata negli anni ’60/’70 dagli studenti di tutto il mondo come segno distintivo che li ricollocava ad un’identità più rurale rispetto a quella dello studente cittadino tutto in tiro, ancora oggi la vediamo ovunque: non passa mai di moda. La Catana viene usata in tutto il mondo ma solo a Tolfa si trovano i produttori orginali.

La Rocca, la vecchia e la vitella

Il luogo simbolo di Tolfa è senza dubbio La Rocca Frangipane.

Quando entri a Tolfa è impossile non notarla, sono i resti del Castello Frangipane che sorgeva su un’altura sotto la quale si apre l’intero paese. Affiancato dal Santuario della Madonna del Frangipane, ciò che rimane del castello ci ricorda che in tempi passati questo luogo era un sito strategico per l’avvistamento di nemici.

Una delle leggende più famose riguardanti il castello, narra la storia di una vecchina che proprio durante un assedio riuscì e liberare il paese dagli invasori utilizzando una stratagemma molto particolare.

L’intento degli assedianti era quello di affamare la popolazione prima di conquistare il territorio, così circondarono le mura che proteggevano il paese e impedirono l’entrata a qualsiasi rifornimento proveniente dall’esterno. Una donna molto anziana, tal Lizzera, ebbe l’idea di ingrassare una delle sue vitelle e di farsi catturare insieme ad essa (un’altra leggenda dice che la vecchia scaraventò l’animale giù dalla Rocca), sicura che lei sarebbe stata liberata per via della sua età. Così facendo, i nemici, vedendo che i tolfetani avevano tanto cibo da sprecare per ingrassare gli animali, si ritirarono consapevoli di non poter aspettare oltre per piegare la popolazione utilizzando come arma la fame.

Una leggenda, certo, ma che ancora oggi la vecchina e la sua vitella vengono ricordate nello stemma di Tolfa:

La ghianda di Sant’Anselmo

Su un vecchio libro troviamo un’altra leggenda molto particolare e poco conosciuta. Pare che un giorno di tanto tempo fa ci fu un’enorme grandinata che devastò tutti i campi. Durante le ispezioni post-disastro, i contadini trovarono un chicco di grandine pietrificato e gli attribuirono il potere di non far più grandinare sui raccolti. Quel chicco venne chiamato Ghianda di Sant’Anselmo, il santo cui era associato il giorno della forte grandinata.

La chiesa della Madonna della Sughera

Nel 1500 iniziarono i lavori di costruzione di una nuova chiesa che, ci racconta qualcuno, venne eretta dopo un’apparizione della Madonna e del suo bambino presso un albero di sughero. La chiesa fu teatro di un feroce delitto e di saccheggi ripetuti nel tempo. I tanti restauri, infine, l’hanno portata a noi nella forma attuale.
Il convento adiecente, collocato vicino al cimitero monumentale, è sede del polo culturale di Tolfa di cui fanno parte la biblioteca comunale, il museo civico e l’archivio storico.

Perché visitare Tolfa?

E’ molto difficile visitare Tolfa una sola volta, perché ha troppo da dare durante tutto il corso dell’anno, al di là della sua importanza storica.
Possiamo dire che la storia di Tolfa è il futuro che si costruisce ogni giorno: non vive di una rendita del passato, ma dà a tutti il motivo di vivere qui e ora la sua vera essenza.

Salire su alla Rocca per la prima volta è un’esperienza di vita, perché, gradino dopo gradino, hai tempo di pensare e di lasciarti togliere il respiro da un paesaggio dove gli occhi non arrivano mai ad un punto.
Uscendo dal paese ti sembra di aver toccato la magia. E forse è proprio così, ma di sicuro senti di averne ancora bisogno.

Ph Effelu

Ringraziamo Emiliano Veroni per le foto di Instagram