La sedia del diavolo

A nord del quartiere Trieste di Roma, in quella fetta chiamata quartiere Africano, si nasconde, nemmeno troppo bene, un rudere intorno al quale orbitano leggende superlative: La Sedia del Diavolo. 

Ho scoperto questo pezzo unico un pomeriggio di febbraio, mentre andavo da un cliente. Pensavo che, svoltato l’angolo di via Migiurtinia, avrei trovato solo una piazzetta anonima dedicata ad un altrettanto anonimo liberto di Adriano, invece ho sbattuto i pregiudizi su una tavolata di miti e leggende che devo assolutamente condividere.

Cos’è la sedia del Diavolo?

Quella che oggi chiamiamo Sedia del Diavolo è in realtà la tomba di Elio Callistio, un liberto del fu imperatore Adriano. Situato su un cucuzzolo lungo la via Nomentana e anticamente circondato da chilometri di campagne, questo ex-tempietto subì il crollo della facciata principale che gli diede l’attuale forma a “sedia”, o meglio, a “cattedra”, la tipica seduta dei vescovi.
Fino agli anni ’50, la piazza su cui oggi dorme la Sedia era chiamata Piazza Sedia del Diavolo, poi qualcuno decise che suonava proprio brutto ed è stata rinominata Piazza Elio Callistio. 

Da sepolcro a Sedia del Diavolo

Come ha fatto un tempietto anonimo a meritarsi il nome di “Sedia del diavolo”?
Dopo il crollo della facciata, il sepolcro divenne un night club free entry: ogni notte, briganti e gente con la quale nessun padre farebbe uscire i propri figli trovavano riparo tra le sue accoglienti mura.
Chi non dormirebbe in una tomba? Tutti.

Quando venivano accesi i fuochi per cibo e riscaldamento, il rudere assumeva un aspetto sinistro, tanto brrr da far roteare le budella agli autoctoni convinti che ivi dimorasse il diavolo; così le leggende sulla presenza del signore degli inferi cominciarono a fioccare ovunque, fino ad arrivare a quella che vede il diavolo in persona sedersi sul tempietto e far crollare la facciata.

Per anni fu scelta come location di punta della Nomentana per organizzare baccanali, feste e festini a base di rum e pera dell’epoca.

Con il tempo, la cattiva fama della sedia si trasformò: da dimora del diavolo a luogo dai poteri miracolosi.

Intorno alla sedia si strusiciano, infatti, parecchie leggende che le attribuiscono presunti poteri magici.

L’alchimista e le sei pietre

La leggenda più intrigante che si arrampica sulle mura della Sedia del Diavolo riguarda un alchimista chiamato Zum Thurm, che avrebbe scritto la parola CABALA su sei delle innumerevoli pietre che compongono una delle pareti rimanenti. Chiunque riesca a trovare le sei lettere componendo la parola, deve battere per tre volte il pugno contro il muro per poi pronunciare la formula: “Voglio che la mia storia cambi”.

La conseguenza di questo tram tram dovrebbe essere una vita nuova di pacca per il fortunato… o lo sfortunato. Sì, perché sembra che trovare la parola, battere con il pugno e pronunciare la formula non assicuri a nessuno una vita migliore. La roulette russa dei tempi andati, praticamente.

La potenza del muro!

La seconda leggenda è legata sempre ai muri del tempietto. Pare che scrivendo i propri desideri su uno dei muri, avendo cura di incidere una lettera per mattone, questi desideri si realizzino.
Ovviamente nessuno sta invitando nessun altro a oltrepassare la cancellata per scarabocchiare le mura della Sedia. Imbrattare i monumenti è reato ed è proprio brutto.

Sembra talco ma non è

La terza leggenda, inveze, è legata… ai muri, pure lei. Pare che grattando i muri della sedia venga fuori una polverina con la quale si possono fare pozioni magiche potentissime, capaci di guarire e far innamorare.

Per fortuna queste tre leggende non hanno mai attecchito più di tanto, salvando la Sedia da raid di adolescenti convinte di conquistare Justin Bieber scrivendo il suo nome sulla sedia. 🙂

Signore incontrato mentre facevo le foto!:D

Il pastorello e la dissenterica

L’ultima leggenda che sono riuscita a recuperare racconta dei poteri di divinazione e guarigione che la sedia regalerebbe a chiunque si avvicini a lei.

Nel 1800 un pastore di nome Giovanni si avventurò nei pressi del tempietto rincorrendo una pecorella smarrita. Avvicinandosi alla sedia acquisì dei poteri di guarigione che utilizzò su una giovane affetta da dissenteria, tal Assunta.
La voce della presunta guarigione fece il giro di Roma e la gente cominciò a considerare la sedia miracolosa. Quando le persone si accorsero che tutto faceva tranne che miracoli, i due dovettero fuggire perché accusati di stregoneria.

Ho girato per giorni intorno alla sedia, se ha sprigionato qualche potere, sicuramente l’ho schivato alla grande!

Perché visitare la Sedia Del Diavolo?

L’ho incontrata per caso in un posto dove sembrava non esserci nulla se non palazzi anni settanta e vecchie eleganti signore a spasso con le badanti. Errore mio, Roma non è così scontata, e quando pensi “Oh, cosa vuoi che ci sia qui?!”, ecco spuntare qualcosa solo per il gusto di smentirti. Mi ha sorpresa. E’ un rudere senza né arte né parte, ignorato dai turisti e scontato per i residenti, ma estremamente affascinante nel momento in cui tocchi le sue leggende.
Ci tornerò, perché sono sicura che ha ancora molto da raccontarmi.

Come raggiungere la sedia del diavolo?

La sedia del Diavolo si trova in Piazza Elio Callistio al centro del quartiere Trieste a nord di Roma.
Il quartiere è raggiungibile facilmente dalla metropolitana B direzione Jonio, fermata Libia (5 fermate da Roma Termini).

  • Esci dalla stazione Libia della metropolitana B dalla parte di Viale Libia
  • Pochi metri a sinistra, dall’altra parte della strada c’è l’imbocco di Via Tigrè
  • Prendi Via Tigrè fino a Via Tripolitania (seconda a sinistra)
  • Prendi Via Tripolitania fino all’imbocco con Via Migiurtinia (prima a destra)
  • Prendi Via Migiurtinia e vai fino in fondo
  • Arrivi a Piazzale Elio Callistio e… impossibile non vedere la Sedia del Diavolo! 🙂

Ph: Effelu