Cosa nasconde il faro di Civitavecchia?

Civitavecchia è una città che vive nel Lazio ed è conosciuta soprattutto per il suo porto, dove ogni anno sbarcano milioni di turisti diretti a Roma. Il pregiudizio sulla sua identità di semplice porto al servizio della capitale impedisce  a molti di visitarla scoprendo angoli interessanti e ricchi di miti. Diciamolo senza patate in bocca: Civitavecchia è stata relegata a semplice porto dell’Urbe, ma offre tanti luoghi che vanno visitati.

Tipo il Faro.

Situato sul monte Cappuccini nella zona alta della città, il Faro di Civitavecchia è nato nel 1951 ed è di proprietà della Marina Militare. Ad una prima occhiata sembrerebbe un semplice faro piantato sulla collinetta di una città di sbarco, in verità nasconde un segreto che pochi conoscono: un sacrario destinato ai marinari morti in mare.

Online non si trovano molte informazioni sulla sua storia, per questo abbiamo interpellato la storica e divulgatrice Roberta Galletta che ci ha raccontato della primissima identità di questo meraviglioso monumento.

Un monumento, appunto, che venne alla luce come sacrario per i marinai morti in mare ma che non ha mai ospitato resti umani perché venne trasformato in faro praticamente subito.

A testimonianza di questa antica destinazione c’è la sua forma a “timone” che lo rende molto diverso dai classici fari a cilindro che sono nell’immaginario collettivo.

Il fascino di questo faro è anche la sua collocazione molto lontana dal mare, è circondato da case e campagne: sta lì, guarda la città e ogni sera, quando la notte passeggia sui cieli di Civitavecchia, taglia ancora il buio con i suoi fasci di luce che arrivano ai confini dell’orizzonte.

Vivere il Faro di Civitavecchia

“Non molti possono dire di essere nati all’ombra di un faro, osservare il cielo di sera e vedere queste lame luminose spazzolarlo a cadenza regolare. Ho sempre vissuto lì, le scuole elementari e medie sono proprio ad un centinaio di metri da lui, ti affacci e lo vedi. Ci vivi ai suoi piedi, è quello che identifica casa tua, alcune volte lo ignori pure perché per te è la normalità, poi però capita che devi andare via e con il tempo cominci a sentire la mancanza di qualcosa. 
Del porto, certo, della città, ma soprattutto di quelle lame di luci che spazzolano il cielo ogni notte. 
Quel faro è tutto ciò che fa di casa mia, casa mia.”

Come arrivarci?

Il percorso è considerato partendo da Roma:

  • prendi il treno regionale Roma-Civitavecchia;
  • alla stazione di Civitavecchia puoi prendere la linea B dell’autobus con fermata in via Achille Montanucci fronte scuola Don Milani (chiedi al conducente);
  • guardando la scuola, gira a sinistra fino a via Don Milani (prima a destra);
  • svolta a destra e prendi via Don Milani fino all’incrocio con Via San Liborio (destra);
  • prosegui dritto fino al Faro.

Il consiglio

Essendo zona militare ti consigliamo di chiamare prima di visitare il Faro di Civitavecchia. Ci sono giorni in cui è accessibile a tutti e altri in cui non è possibile entrare ad ammirarlo. In ogni caso è così a ridosso della strada (Via di San Liborio) che è possibile vederlo molto bene anche senza entrare nella zona militarizzata.

 

Qui puoi trovare l’articolo di Roberta Galletta sul Messaggero.